SAN RAFFAELE. Sindaci, fate la circonvallazione ...

Non cambiano proprio mai!! e rieccoci con la tangenziale Est.. forse solo una boutade elettorale però gli interpreti sono sempre gli stessi!

Manca solo più un anno alle prossime elezioni comunali ed il sindaco Angelo Corrù si preoccupa per il futuro del suo paese.

Nei giorni scorsi, il primo cittadino è infatti tornato a parlare della circonvallazione Est, che collega il paese alla zona del chierese, lanciando un appello alle amministrazioni che verranno ed anche ai sindaci dei Comuni vicini.

“Le amministrazioni della collina avevano già approvato il progetto tempo fa – sostiene -. Quindi penso che le nuove amministrazioni dovrebbero prenderla in considerazione”.

Anche l’ex consigliere della Città Metropolitana Beppe Cerchio aveva sottolineato l’importanza della circonvallazione Est.

Il progetto iniziale prevedeva una strada lunga una ventina di chilometri che attraversava  i Comuni Chieri, Andezeno, Marentino, Sciolze, Gassino, Rivalba fino ad arrivare al ponte di San Raffaele Cimena, recentemente costruito.

“Prima del 2010, anno dell’apertura  del ponte, nessuno avrebbe mai pensato di poter raggiungere Settimo, Volpiano, Leinì in così poco tempo. Per arrivarci bisognava passare da Chivasso”.

E lo stesso potrebbe essere con la tangenziale Est.

Fonte: La Voce http://www.giornalelavoce.it/san-raffaele-sindaci-fate-la-circonvallazione-299993

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Maggio 2018 05:51 )

 

Ancora soldi alla CAP. Come buttare 356.461 euro di risorse regionali

sperpero-danaro
Una storia infinita... Ecco come finiscono le risorse regionali e non è finita!
Oggi Gennaio 2017 la Regione Piemonte liquida 356.461 euro alla CAP per lo studio di fattibilità di tangenziale Est e Corso Marche.
(vedi REGIONE PIEMONTE BU1 05/01/2017)
Questa tranche dipende da provvedimenti risalenti al 2012 (deliberazione Cipe n. 41 del 23.03.2012 e DD n. 255 del 23.11.2012)  e 2013 (DGR 39-6555 del 22.10.2013) che stanziarono complessivamente 895.000 €. E' quindi probabile che in futuro ci toccherà digerire anche la liquidazione dei restanti 538.538,86 €. 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Gennaio 2017 07:12 )

 

Accordo di programma per il completamento dello studio di fattibilita' della Tangenziale Est di Torino. Impegno di Euro 15.000

n.d.r. Da una prima lettura del testo, pare che non ci sia troppo da allarmarsi: si tratta del trasferimento di una cifra esigua (15.000 €) che la Regione, in base all'Accordo di Programma del 2006, gira alla Provincia-Città metropolitana, probabilmente per studi già fatti.
Oltre a ciò, visti i cambiamenti politici nel frattempo intercorsi, si potrebbe anche ragionevolmente sperare che la Città Metropolitana concluda lo "studio di fattibilità"  con un giudizio di "non fattibilità".
Con l'aria che tira su grandi opere manteniamoci all'erta.... 

Leggi il documento BUR39 del 29/9/16

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Ottobre 2016 09:26 )

 

IL 4 DICEMBRE 2016 VOTA NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE- LE RAGIONI DEL NO

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IL 4 DICEMBRE 2016 VOTA NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Produce semplificazione?

NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione

Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini?
NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare

Supera il bicameralismo?
NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

È una riforma innovativa?
NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.

Diminuisce i costi della politica?
NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?

È una riforma chiara e comprensibile?
NO, è scritta in modo da non essere compresa

IL 4 DICEMBRE 2016 VOTA NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE
Questa è una riforma che non riduce i costi, non migliora la qualità dell'iter legislativo, ma scippa la sovranità dalle mani del popolo! 

Diciamo NO allo scempio della Costituzione attuato attraverso una riforma che sottrae poteri ai cittadini e mortifica il Parlamento! 

Diciamo NO alla legge oltraggio che, calpestando la volontà del corpo elettorale, instaura un regime politico fondato sul governo del partito unico!

Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera voce domani!

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Ottobre 2016 05:32 )

 

Referendum NOTRIV- Il 17 Aprile vota SI

SI
PERCHE’ DOBBIAMO VOTARE SI’ AL REFERENDUM NO TRIV DEL 17 APRILE

Comunicato del Coordinamento NoTangEst 

Scarica il Vademecum per il referendum del 17 aprile...


1) CON I QUESITI REFERENDARI ABBIAMO GIA’ OTTENUTO RISULTATI IMPORTANTI, ADESSO FACCIAMO UN ALTRO PASSO

L’esecutivo del governo Renzi per mesi ha fatto di tutto (a livello lecito e sottobanco, mettendo in campo un mix di strumenti normativi e di ricatti basati su logiche di scambio) per evitare ad ogni costo che si potesse giungere a questo importante appuntamento referendario. La determinazione con cui l’attuale compagine governativa, in maniera a volte subdola e/o sfacciatamente vergognosa, ha finora perseguito la finalità di ostacolare l’idea stessa che milioni di italiani potessero dire la loro in materia di perforazioni per la prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi, ha infatti aspetti davvero grotteschi, come il ricorso alla Legge di Stabilità per eludere principi e prassi decisorie che fino a poco tempo fa sembravano inderogabili pilastri del cosiddetto “Sblocca Italia”.

E’ il caso della scomparsa “per magia”, tramite semplice emendamento, dei principi di “strategicità, indifferibilità, urgenza, pubblica utilità”, che rappresentavano l’anima stessa del decreto legge “Sblocca Italia” (poi Legge n 164/2014).

E’ il caso della titolarità all’esproprio già prima dell’esito delle attività di prospezione e ricerca, così come della facoltà di assoggettare quote considerevoli di territorio per costruire infrastrutture funzionali agli impianti ed alle attività di trasformazione e trasporto degli idrocarburi al di fuori delle aree di concessione.

E’ altresì il caso dell’abolizione del diritto di decisione da parte dello stesso presidente del consiglio, al termine di tempi ristretti e di un iter che esclude l’intesa “in senso forte” tra Stato ed Enti locali in sede di Conferenza dei Servizi. Lo stesso Piano delle Aree (dove le Companies potrebbero avanzare richieste o meno) è stato semplicemente cancellato, così lasciando alle multinazionali la facoltà non solo di continuare ad avanzare richieste di permessi e concessioni in modo selvaggio e senza criteri condivisi da Enti locali e territori, ma addirittura concedendo loro la facoltà di avvalersi di un doppio regime legislativo per l’ottenimento dei titoli.

Insomma, di 6 quesiti referendari ammessi il Novembre scorso dalla Corte di Cassazione, la Corte Costituzionale ne ha salvato solo uno, a seguito appunto degli emendamenti in Legge di Stabilità, che pur assorbendo 3 dei quesiti proposti, ne lasciava elusi altri due, attualmente impugnati per “conflitto di attribuzione” da sei delle 10 Regioni che avevano depositato i quesiti a Settembre. Ad oggi si attende il provvedimento di ammissibilità il prossimo 9 Marzo.


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Marzo 2016 08:06 )

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